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Cordero di Montezemolo
Barolo Enrico VI 1996

Consistenza: 30 -  Equilibrio: 29  -  Integrità: 28
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Sensazioni:  si è in frutto, con questa gemma di vino dalla spezia incredibilmente nitida e mentosa. La prugna che si abbina a questa spezia è così matura, così polputamente polpante, che la densità del contatto olfattivo e gustativo è cosa di morbidità rara. Una molla che fa sospendere sofficemente il sapore in aria, quando si deglutisce. Il vino chiude in bocca, sigillo di qualità dei vini di equilibrio ottimo, privi cioè di coda amara penetrante. E che forza ha questo naso, che vastità di respiro tutto dolce, tutto clorofilloso. Che presa di spezie ha questo frutto. Che novità ha questo frutto ancora bordeaux, ancora vivo. A questi livelli di potenza, di polpa, di morbidezza, di non amarezza del sapore e di non ossidazione del frutto, il Piemonte può competere - vincendo, con Bordeaux. Ma con i chinati arancio non si va da nessuna parte. L'analogia di riferimento è una prugna visciolosa, balsamizzata da un odore la cui speziata dolcezza è quello del Cedro del Libano (la sfoglia di legno dolcissima al naso che avvolge i sigari cubani). Un vino potente e maestoso, di grande pulizia esecutiva, che coniuga concentrazione e potenza ad equilibrio e suadenza. Certo il miglior Enrico VI mai prodotto, ed uno fra i migliori Barolo mai testati.
 
Data di degustazione:  07/07/1999

Tipo:  Rosso

Prezzo:  D

Bottiglie prodotte:  12000 (volume 0,75 lt)

Uve:  Nebbiolo

 


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