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| - Valutazione complessiva della produzione |
Piemonte
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Guida dei Vini Italiani LM 2009:
La purezza della mora s'avverte quando al naso si contatta il Nebbiolo Langhe 2007, di fragranti spezie è adorno il corpo massiccio del Barolo Bricco Gattera 2004, di bella freschezza il Dolcetto d'Alba 2007. Nei bianchi Cordero di Montezemolo mostra una classe che porta limpida la bacca suadente dell'Arneis Langhe 2007 in bottiglia. Di favolosa banana la caramella dolce al palato dello Chardonnay Elioro 2006, solare il suo maturo frutto carnoso. Complimenti. |
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Guida dei Vini Italiani LM 2008:
Consistenza sempre più fitta nelle realizzazioni di Cordero di Montezemolo. Una qualità che in vigna trae la spinta per una così intensa, persistente, appagante espressione. Di fittezza pastosa e distillata la composta di prugna e di menta dei Barolo 2003 di questo produttore. Meravigliosa la suadenza del Barolo Monfalletto 2003, una crema di frutto e di sole tempestata in dolcezza dall'algida menta del rovere. Un campione da Annuario dei Migliori di morbidezza gustativa veramente favolosa. Più liricamente vibrante il frutto del Barolo Enrico VI 2003. Anche di bella fragranza la visciola della Barbera d'Alba Superiore Funtanì 2004. Ciò mentre il Dolcetto d'Alba 2006 regala un cliliegia viola davvero di nativo vigore.
Guida dei Vini Italiani LM 2007:
Morbido e speziato lo Chardonnay Elioro 2004: vi è ancora del floreale cedrato nel suo netto profumo. Croccante poi la Barbera d'Alba 2004, vivo e avvolgente. Si sale di tono con il Nebbiolo Langhe 2005: signore dal manto glicerinoso e dal magico turgore di polposo profumo. Quindi un campione da Annuario dei Migliori: la Barbera d'Alba Superiore Funtanì 2003 spezie e polpa di prugna in morbido, distillante, balsamico e mentoso dialogo. Spinge bene pur in annate difficili il bicchiere Cordero di Montezemolo, bene.
Guida dei Vini Italiani LM 2006:
Rossi di consueta classe, ovvero di impostazione classica, di superiore turgidità residua, di nitida, netta suadenza olfattiva da perizia enologica trasformativa. Di rango i due bianchi, in particolare intenso al profumo lo Chardonnay Elioro 2003, di gran morbidezza palatale. Suadente il pastoso Nebbiolo Langhe 2004, quindi tre Barolo di categoria superiore. Dal gran speziato il Barolo Monfalletto 2001 e il Barolo Bricco Gattera 2001, dal frutto ancora di vivo bagliore il Barolo Enrico VI 2001, campione da Annuario dei Migliori per la vivacità della sudenza della sua mora vanigliata.
Guida dei Vini Italiani LM 2005:
Conferma il suo rango complessivo pressochè ottimo il bicchiere Cordero di Montezemolo. Bianchi quest'anno di eccellente integrità: sia l'Arneis Langhe 2003, sia lo Chardonnay Elioro 2001 rivelano profumi di frutto davvero nitido e nuovo. Fra i rossi si segnalano il morbido Langhe Rosso Curdé 2000, la Barbera d'Alba Superiore Funtanì 2001 anch'essa particolarmente dotata in souplesse. Quindi la triade di valenti Barolo. Un rotondo Barolo Monfalletto 2000, un più avvolgente e potente Barolo Enrico VI 2000, un Barolo Bricco Gattera 2000 da Annuario dei Migliori. Campione capace di presentare la sua fittissima polpa non disgiunta da soffice e speziata morbidezza di frutto ancor vivo. Complimenti.
Guida dei Vini Italiani LM 2004:
Conforta non poco il fatto che le migliori performance dei rossi di Cordero di Montezemolo siano da ascrivere ai Barolo. Tre vini di gran classe, di superiore integrità ossidativa. Un Barolo Monfalletto 1999 clorofilloso, un Barolo Bricco Gattera 1999 più polposo ed ancora più tonico, infine un Barolo Enrico VI 1999 da Annuario dei Migliori Vini Italiani per la sua calda potenza di mentosa visciola passita. Tre classici di superiore fragranza.
Guida dei Vini Italiani LM 2003:
Continua a guadagnare freschezza enologica esecutiva, trasparenza e morbidezza non solo olfattiva questo bicchiere di rango. Mai prima così potente, rotondo e fresco, l'Arneis bianco, vino di classe in questa annata 2001. Quindi una serie di rossi di rango. I tre Barolo, tutti massivi e distillanti, evoluti ma nitidi nei profumi. Qui il Barolo Enrico VI 1998, con la sua fitta polpa, la fa da padrone. Bene anche il Dolcetto, dai profumi puliti come quelli del morbido Langhe Nebbiolo 2001. Speziato e dolce ai profumi il Curdé Langhe Rosso 1999, ricco. Infine il vino-frutto della serie, il Barbera d'Alba 2000. Un vino non puntato sulla sola potenza, ma compatto, armonioso e ben mixato tra frutto e legno. Soprattutto, morbidissimo.
Guida dei Vini Italiani LM 2002:
Il trend qualitativo del bicchiere Montezemolo, positivo da qualche anno, non si arresta certo con gli ultimi vini presentati. Tutt'altro. L'assaggio conferma piuttosto le tendenze di progressivo aumento di consistenza, di morbidezza, di pulizia enologica. Di gran morbidezza il bianco Elioro, un bel frutto ha la Barbera 1999. Ed i Barolo 1997 assaggiati sfoggiano polpa e potenza da vini superiori. Il Barolo Bricco Gattera 1997 è addirittura in frutto: un vino potente quanto polputo, strutturato quanto suadente e morbido. Un vino di valore internazionale. Complimenti.
Guida dei Vini Italiani LM 2001:
Nonostante il fatto che non si sono assaggiati i Barolo, i vini più dotati analiticamente, il bicchiere Cordero di Montezemolo cresce ancora; una serie di vini di pregio che pongono in rilievo la progressiva acquisizione di ulteriore morbidezza e freschezza da parte di questa marca. Sì, soprattutto la freschezza è un plus in costante incremento. Favolosa ad esempio l'integrità ossidativa residua del Nebbiolo 1999, freschezza che consente la ricezione di un lampone davvero nuovo e profumatissimo. Bene anche il Dolcetto, da trovare un filo meno amaro. In stile Borgogna il Curdé, ma in stile Borgogna solo perché evoluto: la sua pulizia è mirabile. I bianchi piuttosto necessitano maggiore suadenza e freschezza, troppo evoluto il biscotto dello Chardonnay, in cui la banana è spenta. Quindi un Barbera Superiore Funtanì 1998 da Annuario dei Migliori, davvero ottima la sua piacevole e speziata ciliegia. Complimenti vivissimi e forza ancora con morbidezza ed integrità.
Guida dei Vini Italiani LM 2000:
Complimenti a questo produttore che cresce e che fa centro. Il Barolo Enrico VI 1996, secondo Barolo-frutto che incontro, è un vino favoloso. Ha una spinta di visciola mentosamente balsamizzata dal legno, di espressività aromatica e di dolcezza favolosa. Più ancora qualificante: non è sovramaro al sapore, né arancionamente ossidato. Non è un sovratorchiato sovralegnoso. È un vino suadente, armoniosamente, morbidamente piacevole. Bene anche gli altri rossi, tutti ad alto indice di piacevolezza. Un bicchiere di classe, con un conseguimento che è un fiore all'occhiello. Purtroppo, in attesa del qualificante (?!????) disfacimento imposto dalla legge, il Barolo Enrico VI non potrà assurdamente essere commercializzato prima del gennaio 2000. No comment.
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