Le analisi macroeconomiche parlano di un periodo di recessione mondiale, di aumento dei costi di produzione, vedi petrolio e affini. In questo contesto il vino italiano continua a tenere, anzi a crescere. La frizione complessiva, infatti, non sembra colpire il settore vitivinicolo, almeno non con un impatto misurabile ad oggi. L'euro a 1,60 sul dollaro può rappresentare sicuramente un problema per l'export, fonte primaria per il comparto.
In tale scenario le leve del marketing devono saper trovare risposte, individuare nuove strategie di approccio al consumatore che possano far aumentare i trend di consumo, specialmente nelle case degli Italiani. Il Taster ha contattato le migliori aziende italiane in merito, cercando di fotografare l'eterogenea realtà del vino italiano.
Le risposte dimostrano quanto diverse siano le tecniche di vendita a seconda delle dimensioni aziendali e dei mercati affrontati. Un dato di fatto lo si può ricavare: i cambiamenti intervenuti nel mercato negli ultimi cinque anni hanno influenzato la produzione e la vendita in modo significativo. Oggi il vino si trova ad un punto di svolta: saper trasformare l'appeal modaiolo in consumo stabile, attraverso scelte di comunicazione chiare ed efficaci.